Fantastico viaggio di Shardana, leggendario eroe della Lydia, figlio di Eracle, che fugge a bordo di un veicolo, capace di solcare le profondità marine e di fendere l'aria, con un gruppo di fedeli amici e con Ichnusa, figlia di Atlante, re dei re della mitica Atlantide "terra meravigliosa, abitata da un popolo di civiltà marinara e di notevoli cognizioni di ingegneria: terra ove era possibile ammirare opere architettoniche monumentali e una capitale sfavillante, terra civile e splendida, ma troppo perfetta per durare.... (Platone). Nella sua fuga per sfuggire alle ire del re Atlante, Shardana e i suoi compagni approdano in terre tra loro lontane, dalla terra degli Egizi a quella di Zimbabwe, dall'isola di Rapa Nui alla terra degli Inca, dalla terra dei Maya alla mitica Thule e alla terra degli Iperborei, lasciando tracce della progredita civiltà atlantidea, come le ciclopiche costruzioni che ancora oggi sono testimonianza di quell'antico splendore, per giungere infine, dopo il Diluvio che sconvolge la Terra, nell'isola di Sardegna, che da lui prende il nome, ove edificano i nuraghi, imponenti torri di pietra, e dove ha origine quell'affascinante e misteriosa civiltà nota come nuragica.
 

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Antiche civiltà, popoli che non ebbero mai contatti tra loro presentano, pur nella loro apparente diversità, strette ed evidenti analogie. C'è un filo conduttore che le unisce? Alcuni studiosi tra i più disinvolti avanzano l'ipotesi che esseri di una civiltà progredita siano venuti sulla terra all'alba della nostra civiltà e avrebbero dato un impulso decisivo all'evoluzione: un po' come avviene nelle prime pagine del romanzo di Artur C.Clarke, 2001 Odissea nello spazio. Queste teorie non sono nuove. L'idea che una civiltà avanzata venuta dalle stelle abbia influenzato il progresso esiste almeno dall'epoca vittoriana, quando alcuni membri della Società di teofisica, riuniti in un gruppo segreto, immaginarono una storia alternativa del genere mano. Ma questa teoria divenne nota al grande pubblico soltanto negli anni Settanta, grazie soprattutto all'opera dello scrittore svizzero Erich von Daniken , autore di una serie di libri di grande successo a cominciare da Carri degli Dei? (1969) nel quale presenta le prove della venuta degli alieni nell'antichità. È vero che gran parte dell'opera di von Daniken è stata severamente confuata, pur tuttavia alcuni ricercatori sono convinti che il nocciolo centrale delle sue teorie contenga del vero. Ma quale prove ci sono?  Al centro della teoria dello scrittore svizzero vi è un numero notevole di immagini, di raffigurazioni, o di costruzioni simili tra loro, eseguite da popoli antichi (gli Egizi, i Maya, gli Inca, gli antichi cinesi e altri ancora) e non solo: si assomigliano anche le loro leggende, i loro racconti e le caratteristiche delle loro divinità. Questa uniformità, quasi certamente, non sarebbe da attribuire al caso. Ancora, altri ricercatori fanno risalire il tutto ad una civiltà estremamente avanzata misteriosamente scomparsa: "Doveva essere una terra meravigliosa, abitata da un popolo di civiltà marinara che possedeva notevoli cognizioni di ingegneria; una terra dove era possibile ammirare opere architettoniche monumentali e una capitale sfavillante. Doveva essere una terra civile e splendida, ma troppo perfetta per durare. Quando gli uomini divennero materialisti e corrotti, le stelle sembrarono ruotare impazzite nella volta celeste e il sole sorgere da un'angolazione mai vista. Terremoti squarciarono la terra e i vulcani vomitarono torrenti di lava. Tutto fu sommerso in un diluvio d'acqua e cancellato per l'eternità". Questo è il mito di Atlantide, così come è stato immaginato dal filosofo greco Platone nel quarto secolo a.C. Oggi, oltre duemila anni dopo che Platone ci ha tramandato la storia di quel popolo affascinante, dando al racconto immagini da paradiso perduto, alcuni ricercatori hanno raccolto elementi di prova secondo i quali quella civiltà sarebbe esistita davvero. Collegando le moderne scoperte scientifiche con antichi manoscritti, carte geografiche e racconti mitologici, essi hanno raccolto prove sufficienti a supportare la loro tesi. Che è una tesi radicale. In breve: circa 12.000 anni fa i resti della civiltà perduta chiamta Atlantide sono stati sepolti dai ghiacci dell'Antartide. Se 12.000 anni fa ci fu davvero una forma avanzata di civiltà, è possibile che alcuni fossero sopravvissuti alla catastrofe rifugiandosi nelle zone più elevate, montagne o altopiani, per salvarsi dalle onde del maremoto che sommergevano la loro terra e quelle da loro colonizzate. Una sorta di porti di salvezza ad alta quota. Qualche esempio? Il lago Titicaca, nelle Ande centrali, oppure negli altipiani della Thailandia e dell'Etiopia, tutte località - si badi bene - nelle quali l'agricoltura si sviluppò spontaneamente attorno al 9600 a.C. E quel periodo è il medesimo cui Platone fa risalire la distruzione di Atlantide. E ci si può chiedere se ciò non è spiegabile col fatto che le nozioni di agricoltura siano state trasmesse a popoli di altre razze dai sopravvissuti di Atlandide! Le domande non finiscono qui. Nell'ipotesi che qualcuno fosse sopravvissuto, non era dunque possibile che avesse portato con sè manufatti e documenti del mondo perduto? E ancora: l'esistenza di una civiltà così progredita dal punto di vista tecnologico potrebbe spiegare il mistero di taluni antichi monumenti sparsi per il mondo, la cui costruzione sfugge ad una spiegazione razionale. Tali sono, per esempio, alcune città dell'America Centrale e Meridionale che si suppone siano state costuite dagli Inca, dagli Atzechi o dai Maya. E se queste costruzioni fossero state realizzate sulla base di conoscenze tecnologiche trasmesse dai sopravvissuti di Atlantide? Teoria, questa, tutt'altro che priva di fondamento e che potrebbe essere applicata all'Egitto. Secondo studi recenti, infatti, la Sfinge sarebbe molto più anica di quanto si sia pensato sinora; la grande facciata segnata dagli agenti atmosferici, sarebbe stata ridotta così dall'erosione della pioggia subita verosimilmente nell'arco di 10.000 anni. Ebbene, come è possibile questo, se la civiltà egizia ha avuto inizio non prima del 4000 a.C.? Un'ulteriore conferma del collegamento fra Egitto e Atlantide è data dall'ubicazione delle piramidi. Alcuni scienziati hanno scoperto che essa ricalca la disposizione di una parte delle stelle della costellazione di Orione così come appariva nel 10.450 a.C.!Tenendo conto di questi fatti e altri ancora, come: racconti delle gesta di Dei e eroi leggendari tratti dalla mitologia, descrizioni tratte da antichi testi sacri, resoconti di storici dell'antica Grecia e dell'antica Roma, l'autore ha voluto collegare quel qualcosa di misterioso e forse di ancora inspiegabile che accomuna queste antiche civiltà, immaginando un fantasioso viaggio intrapreso da un eroe della Lydia, Shardana, figlio di Eracle. Shardana giunge ad Atlantide per conoscere la terra dei suoi antenati e qui si innamora di Ichnusa, la figlia del re dei re Atlante. Non potendola avere in sposa, a causa di leggi crudeli del regno che lo vietano, fugge da Atlantide con Ichnusa a bordo di un veicolo capace di solcare i mari e fendere l'aria. Per sfuggire alle ricerche e alla cattura da parte del re Atlante intraprende un viaggio che lo porterà, assieme al suo grande amico Nur, il più famoso architetto del regno di Atlantide, e ad un nutrito numero di compagni atlantidei, ad avere contatti con gli Egizi, con gli abitanti di Zimbabwe, con quelli dell'sola Rapa Nui (isola di Pasqua). Giunge nella terra degli Inca e poi in quella dei Maya, passa per la mitica Thule, tocca l'isola Eire e approda infine nel continente Europa. Portatori di civiltà e di insuperabili capacità costruttive, Shardana e i compagni lasciano in queste terre tracce indelebili del loro passaggio. Quando sta per riprendere il viaggio sopraggiunge un'immane catastrofe che distrugge il regno di Atlantide, seguita da un Diluvio che dura quaranta giorni. Dopo il Diluvio si ritrova nell'isola situata nel Mar di Mezzo (Mar Mediterraneo) e qui ha termine il suo lungo peregrinare. ............. E in quest'isola, circondata da uno splendido mare sorge una grande civiltà e vengono erette imponenti costruzioni a forma tronco conica (Nuraghi), giunti a noi sfidando millenni di storia a testimonianza di quel glorioso passato. L'isola prenderà il nome di Shardana e da lui, dalla sua sposa e da quel manipolo di compagni che lo hanno seguito nel suo lungo e fantastico viaggio, ha avuto origine così quel popolo che tuttora dimora in quest'isola.                                                  

 
Piramide di Cheope nella piana di Giza - Egitto
Tempio di Cuculcàn - Chichen Itzà (Messico) - Perfetto ziggurat, con ciascuna delle quattro scalinate formate da 91 gradini
Piramide di Cholula (Messico)

Si evidenzia che i diritti d'autore  di tutte le opere dell'autore sono integralmente devoluti al sostegno di progetti di sviluppo per l'Eritrea e l'Etiopia  attraverso il G.M.A. (Gruppo Missioni Asmara)(vedere: l'Africa ha ancora sete)

 

  Per l'acquisto del romanzo ci si può rivolgere direttamente alla Casa Editrice PTM - via dei Mestieri - Zona artigianale - 09095 Mogoro(OR) -  e-mail: info@ptmeditrice.com    www.ptmeditrice.com   Tel. 0783.46.39.76 - cell: 393.921.25.76 - fax: 0783.46.39.77 o anche all'autore che si farà carico di inoltrare l'ordine alla stessa casa editrice.  e-mail:  melisvitt@tiscali.it  Tel: 0782-869497    
 
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